Scrittori di Puglia: Incontro con PINUCCIO STEA - 14 febbraio 2013

COMUNE DI STATTE

Provincia di Taranto

Biblioteca Civica

 

LA BIBLIOTECA CIVICA DI STATTE E' LIETA DI INVITARVI AL SECONDO DEGLI INCONTRI...

             

Scrittori di Puglia

Incontro con PINUCCIO STEA

Autore del libro "Taranto da Lorusso a Cannata. Ovvero il ritorno dei rossi (1971-1982)

 

Conversano con l'Autore

Fulvio Colucci - "Gazzetta del Mezzogiorno"

Tiziana Fabbiano - "Nuovo Quotidiano di Puglia"

 

Porgono i saluti dell’Ente

Armando Grassi – Assessore alla Cultura

Angelo Miccoli – Sindaco di Statte

 

Giovedì 14 Febbraio 2013 ore 18,00

BIBLIOTECA CIVICA di STATTE

Via del Castello angolo Via Bengasi     

biblioteca@comune.statte.ta.it

www.comunedistatte.gov.it

tel. 099.4746316

 

 

 

Pinuccio Stea

Classe 1948, laureato in filosofia, è stato per numerosi anni uomo politico ed amministratore comunale e provinciale, impiegato ILVA in pensione ha coniugato la passione per l’impegno civile con quello della ricerca storica alla quale si è dedicato intensamente nell’ultimo decennio; suoi sono infatti numerosi saggi che raccontano la storia  di Taranto nella seconda metà del XX secolo.

 

 Dopo Taranto da Voccoli a Leone (1945-1956)", “Taranto da Leone a Lorusso (1957-1970)", “Taranto da Cannata a Cito (1983-1993)", "Taranto  da Cito a Di Belio (1994-2006)", con questo volume si conclude la "passeggiata" negli avvenimenti politico-amministrativi di Taranto dal 1945 al 2006; oltre sessantenni corredati da notizie, dati, fotografìe.

 Gli annali esaminati in questo volume sono caratterizzati, a mio parere, dalle seguenti problematiche:

 a) sul piano socio-economico:

• II governo, sulla base di valutazioni strategiche, ritiene che il consumo d'acciaio sia destinato ad aumentare, per cui decide il raddoppio dell'italsider dì Taranto e la costruzione di un altro centro siderurgico a Gioia Tauro, Se la scelta dell'insediamento dell'Italsider a Taranto vide l'unità di tutta la comunità tarantina, quella del raddoppio vede invece il manifestarsi di molte perplessità e contrarietà, in rapporto anche alle ricadute sull'assetto dell'intero territorio cittadino che ne sarebbero derivate;

• La conclusione del raddoppio dell'ltalsider ed il rischio conseguente di licenziamenti della stragrande maggioranza dei lavoratori impegnati nei lavori di raddoppio danno vita a grandi movimenti di lotta per la salvaguardia dei posti di lavoro, unita all'individuazione di uno sviluppo diversificato e non legato solo alla monocultura dell'acciaio: un grande movimento che dette vita alla piattaforma della "Vertenza Taranto";

• Si cominciano a valutare anche le ricadute sull'ambiente delle scelte industriali fatte nel passato e ad individuare interventi per abbatterne gli effetti negativi. Sulla base di tali considerazioni viene rifiutato l'insediamento a Taranto di una centrale carbo-elettrica, non cedendo al ricatto occupazionale, e si costruisce un grande movimento di opposizione all'insediamento della centrale nucleare ad Avetrana;

• Dopo il vero e proprio assalto al territorio degli anni '60, segnati da veri e propri scempi edilizi ed urbanistici, con l'approvazione del nuovo Piano regolatore e del "Piano Blandino" per la città vecchia si cerca di porre un qualche rimedio ai guasti determinati.

 

b) sul piano politico:

• Le difficoltà amministrative riscontrate nei cinque anni in cui Sindaco è il democristiano Franco Lorusso, cui segue il travagliato periodo del Sindaco Leonardo Paradiso, insieme ai quattro scioglimenti anticipati consecutivi del Parlamento, sono l'esplicitazione dell'esaurimento della formula di centro-sinistra;

• La crisi del centro-sinistra, unita ai risultati elettorali del 1975 e del 1976 che vedono una forte avanzata del PCI, porta a nuovi rapporti tra le forze politiche tarantine, con l'approvazione di una "Piattaforma programmatica" unitaria, ed al ritorno alla guida della città di un Sindaco espresso dal PCI;

• Gli anni dal 1976 al 1982 sono segnati dal tentativo di ridisegnare gli equilibri tra le componenti sociali ed economiche della città, ponendo il Comune in una posizione di grande autorevolezza ed autonomia rispetto ad altre componenti della società attraverso le quali il potere viene esercitato.

Pinuccio Stea

 

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