Scrittori di Puglia: incontro con GIANLUCA MARINELLI - 27 Marzo 2013

LA BIBLIOTECA CIVICA DI STATTE E' LIETA DI INVITARVI AL QUARTO APPUNTAMENTO DELLA RASSEGNA DI INCONTRI "SCRITTORI DI PUGLIA"...

MERCOLEDI' 27 MARZO 2013 ORE 18,00 PRESSO LA BIBLIOTECA CIVICA DI STATTE (Via del Castello angolo Via Bengasi)

INCONTRO CON

GIANLUCA MARINELLI

AUTORE DEL LIBRO "TARANTO FA L'AMORE A SENSO UNICO. Esperienze artistiche nei primi anni dell'Italsider (1960-1975)"

Conversa con l'Autore ANGELO CANNATA, Operatore culturale Associazione LE SCIAJE di Taranto

Benvenuto dell'Amministrazione a cura del Sindaco Angelo Miccoli e dell'Assessore alla Cultura Armando Grassi

 

Il testo descrive la politica culturale dell’Italsider negli anni che vanno dall’insediamento all’avvio del raddoppio  in quella  straordinaria operazione che Raffaele Carrieri definì in un suo articolo “l’acciaio tra gli ulivi” divenuto poi lo slogan, il tratto unificante di tutta quella fase.

Taranto  e la sua fabbrica: un rapporto oscillante tra l’amore e l’odio, tra l’orgoglio di essere la città più moderna del Mezzogiorno e la disperazione delle conseguenze che questa modernità ha comportato sulla sua popolazione.

Quello che non tutti sanno invece è che il managment del gruppo Finsider – di cui il IV centro siderurgico sarebbe stato  il più grande stabilimento – sin dalla fine degli anni ’50, quando fu decisa la costruzione del IV centro siderurgico, aveva piena consapevolezza del fatto che la maggiore difficoltà che avrebbero incontrato a Taranto sarebbe stata il rapporto con la popolazione, con la gente della nostra città. Una difficoltà non solo operativa, ma di mentalità, di cultura.

Per questo nel budget che le partecipazioni statali avevano destinato a Taranto vi era una quota di non poco conto riservata all’“adeguamento del fattore umano”. Un pacchetto che comprendeva numerosi interventi, che andavano da un progetto di formazione riservato agli studenti delle scuole medie inferiori, alla pubblicazione della “Rivista Italsider”  preziosa testimonianza di quegli anni, agli interveti diretti nella politica culturale della città attraverso il centro studi e soprattutto il circolo Italsider, che fu ubicato nei pressi del nuovo quartiere operaio di Paolo VI. A dirigerlo fu chiamato  un operatore culturale  di alto livello, il  compianto Giuseppe  Francobandiera , che fu uno dei massimi promotori della vita culturale della città. Gli anni della siderurgia pubblica  sono stati anni importanti nella crescita culturale  della città densi di iniziative e di suggestioni, purtroppo non adeguatamente conosciuto e studiato se si eccettuano gli studi del prof. Antonio Basile ed oggi il volume di Gianluca Marinelli: “Taranto fa l’amore a senso unico”, che compie una disamina articolata degli eventi e delle suggestioni di quegli anni e che può costituire la traccia per un filone di studi indispensabile per una città che oggi si propone di rivisitare e ridefinire la propria identità.

L’operazione di adeguamento del fattore umano, non riuscì, non solo perché bruscamente interrotto nel passaggio dalla siderurgia pubblica a quella privata, ed il privato era interessato solo alla produzione dell’acciaio, ma soprattutto per la mancata integrazione  tra i tecnici ed quadri della fabbrica e la città. Una inchiesta che l’Italsider di Taranto svolse tra dirigenti e quadri intermedi, alla fine degli anni ’70,  dimostrò che la estraneità del quadro dirigente alla città era così profonda che molti di essi non conoscevano neppure il nome del sindaco della città. La mancanza di comunicazione tra i vari ceti sociali è stata, infatti da sempre l’elemento di maggior debolezza politica e culturale della nostra terra.

 

 

Taranto e l’Industria, un rapporto complesso lungo sessant’anni. Sessant’anni a fasi alterne, tra illusorio benessere e dolorosi risvegli. Sessant’anni durante i quali la cultura è stata allo stesso tempo vittima e figlia della nuova “era dell’acciaio” e del boom economico.

Ma qual è stato il rapporto tra la siderurgia pubblica tarantina e l’arte? Per rispondere a questa domanda è indispensabile il lavoro di Gianluca Marinelli, artista e storico dell’arte, autore del saggio "Taranto fa l'amore a senso unico". Come descritto nella prefazione di Francesco Abbate, un saggio che “analizzando con grande rigore la politica culturale dell’Italsider, affresca proprio gli anni dell’ottimismo industrialista, capace di coinvolgere personalità di primo piano della cultura italiana, dalla letteratura alle arti figurative, e ricercare, spesso con successo, le giustificazioni teoriche alla gigantesca operazione che rimarrà contrassegnata dal fortunato slogan “acciaio tra gli ulivi”.
Simbolo di questo pezzo di storia, proprio la copertina disegnata da Flavio Costantini per la monografia edita dall’azienda nel 1961: l’ulivo contorto in primo piano e, sullo sfondo, il lindo stabilimento appena insediato raccontano molto più della storia di un “polo di sviluppo”. Quanto al rapporto col mondo della cultura, non fu né semplice né univoco e certo non si esaurì entro le linee tracciate dall’ambizioso progetto aziendale: il ruolo degli intellettuali fu spesso vivacemente critico, preconizzando talvolta con largo anticipo i guasti cui avrebbero portato le irresolutezze e le contraddizioni dell’“illuminato” capitalismo di Stato incarnato dall’Italsider.”

Note sull’autore

Gianluca Marinelli (1983), artista e storico dell’arte. Suoi saggi sul rapporto arte-industria sono apparsi su riviste universitarie (“Kronos”, “Nuovi itinerari di storia dell’arte). Ha curato i profili critici di alcuni artisti italiani e stranieri operanti in Italia Meridionale.

Note sull’associazione Le Sciaje

Il Centro Studi Documentazione e Ricerca Le Sciaje ha iniziato le sue attività grazie al progetto risultato vincitore del bando regionale Principi Attivi 2010 e continua a seguire un percorso di approfondimento culturale in rete con le realtà attive sul territorio. In particolare, ha incentrato la sua proposta di promozione culturale su due punti cardine: la riscoperta dell’eredità marinara tarantina e la riqualificazione dei luoghi più importanti della sua marineria civile, tra cui spiccano la Città Vecchia e il Mar Piccolo. Inoltre, si occupa da due anni della gestione di eventi e visite guidate all’interno dell’Esposizione permanente Il Tempo del Mare, allestita in partenariato con il Centro Ittico Tarantino e il Comune di Taranto all’interno della Torre dell’Orologio in Piazza Fontana.

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