15 maggio 2015 - Scrittori di Puglia... Carmine Caputo

VENERDI' 15 MAGGIO 2015 ALLE ORE 17,30

IN OCCASIONE DEL MAGGIO DEI LIBRI 2015

La rivincita di “Tardnuestr”: sarà presentato nella Biblioteca di Statte il romanzo “Chiamami Legione” che racconta la Puglia in chiave fantasy

Saranno presenti con l’autore la giornalista Roberta Criscio, Dino Spadaro della compagnia teatrale Spazio Teatro, Giulia Fonzone e Lucia Calabrese che interpreteranno alcuni brani

 

“Ci sono due cose al mondo che mi fanno imbestialire: l’ingiustizia contro i deboli e la tavoletta del cesso tiepida.”

Il romanzo

Si chiama “Chiamami Legione”, il nuovo romanzo di Carmine Caputo edito da Sesat Edizioni, completamente ambientato in Puglia. Dopo essere stato presentato a Bologna, da anni città di residenza dell’autore, il romanzo finalmente approda in Puglia, e in particolare a Statte, dove si svolgono parte delle vicende narrate e dove sarà presentato presso la Biblioteca Comunale venerdì 15 maggio alle ore 17,30.

“Chiamami Legione” narra le vicende di Ester  e  Priscilla,  due  amiche  bolognesi  con  caratteri  agli antipodi, che si preparano per un viaggio a Corfù. Il programma è facile:  noleggiata  un’auto,  basta  scendere  a  Brindisi  per  il traghetto ma, quando sbagliano l’uscita autostradale finendo nei pressi di un cimitero a Statte, in provincia di Taranto, alle due giovani accade qualcosa d’inatteso e d’inimmaginabile.

Le   ragazze,   apparentemente   scomparse   e   coinvolte inconsapevolmente  in  un  traffico  di  rifiuti  tossici,  vengono catapultate nel regno di Apul, in un futuro remoto arretrato tecnologicamente in cui le persone sono rese irriconoscibili e mutate a causa di secoli di involuzione. II regno è sconquassato da conflitti interni ma le ragazze, con il loro sapere e la loro forza fisica straordinaria rapportata a quella delle minute e deboli popolazioni, rappresentano una vera rivoluzione per il regno. E così, accettato il nuovo singolare destino, Ester e Priscilla si imbarcheranno nell'imponente missione  di  salvare Apul riuscendo a coalizzare razze e tribù diverse e a riportare fra le popolazioni la voglia di vivere che sembrava perduta.

Si tratta di un romanzo che utilizza un contesto fantastico (o addirittura fantasy) per raccontare il presente. Ed è così che una Puglia futuristica, l’unica terra che il destino ha preservato dalla distruzione, diventa l’ambientazione di questa storia fantastica e divertente. I lettori non mancheranno di individuare i riferimenti culturali che l’autore ha disseminato con ironia: la prima città ad ospitare le protagoniste è Yarubbedd (Alberobello), ma le eroine conosceranno anche le immaginarie, ma non troppo, Tardnuestr (Taranto),  Stoon (Ostuni) e conosceranno gli eserciti di elfi provenienti da Abbashowcapoo (Capo di Leuca) per citarne solo alcuni. Non mancano nemmeno i richiami alla difficile attualità ambientale della provincia di Taranto: proprio per questo non è un caso che la rinascita del mondo immaginario inventato dall’autore parta proprio da Taranto, o Tardnuestr, come viene chiamata nel romanzo. Una sorta di augurio per il futuro della terra natale a cui l’autore è sempre rimasto molto legato. “Chiamami Legione” è insomma una favola moderna, che prende spunto da un’idea semplice quanto bizzarra:  prendi un’insegnante precaria di scienze e una segretaria di direzione e falle precipitare in un mondo popolato di gnomi, elfi e giganti. Cosa mai accadrà? Accadrà che quel mondo verrà completamente ribaltato, perché secondo l’autore sono le donne i veri supereroi dei giorni attuali. Un’insegnante precaria che quotidianamente ha a che fare con ragazzini svogliati e maleducati e una segretaria costretta a convivere con dirigenti incompetenti non possono certo farsi spaventare da un esercito di orchi.

Il racconto è arricchito poi con elementi provenienti da altri sottotesti: quello del mondo dei fumetti, quello del marketing aziendale e quello della cultura popolare pugliese. Una contaminazione di generi  (giallo, fantasy, umoristico) che scardina regole e luoghi comuni con l’obiettivo dichiarato di divertire il lettore.

Il romanzo è disponibile in formato ebook e cartaceo presso i principali rivenditori online.

 

“Meglio spalmare la scalogna che ci spetta in tanti piccoli incidenti che concentrarla tutta in una botta sola, dico io”.

 

Genere: umoristico/giallo/fantasy

Pubblicazione: novembre 2014

Formati disponibili: ebook e cartaceo

Prezzi: ebook 4,99 €. Cartaceo: 15/20 € (dipende dal rivenditore)

Pagine:364

Formato: 17×24

Booktrailer: http://youtu.be/wEAhxqHqsJc

Link utili: http://www.carminecaputo.com/libri/chiamami-legione/

 

La presentazione

 Venerdì 15 maggio alle ore 17,30 presso la Biblioteca Civica di Statte.

Oltre all’autore saranno presenti:

Roberta Criscio, giornalista, che presenterà il libro intervistando l’autore

Dino Spadaro del gruppo teatrale “Spazio Teatro”, Giulia Fonzone e Lucia Calabrese che leggeranno alcuni brani del romanzo

Angelo Miccoli, sindaco di Statte, Armando Grassi, assessore alla cultura e i bibliotecari che accoglieranno l’autore

 

L’autore

Carmine Caputo è nato a Statte, la collina ridente alle spalle di Taranto, un venerdì alle ore 18: giusto in tempo per l'inizio del weekend. Dopo essersi laureato in Scienze della Comunicazione con lode (e un bel trenta sul libretto con la firma di Umberto Eco per l'esame di semiotica del testo) si occupa per quasi nove anni di comunicazione d'impresa in CRIF, multinazionale con sede a Bologna.

Dal 2009 si occupa di comunicazione istituzionale e ufficio stampa presso il Comune di Monzuno, in provincia di Bologna. Ha collaborato per alcuni anni alla testata giornalistica de “Il Baraccano” e dal 2012 dirige il notiziario comunale "La Voce Comune" di Monzuno.

Ha pubblicato il romanzo umoristico “Bello dentro, fuori meno” nel 2004 per la casa editrice Nonsoloparole Edizioni di Napoli: un romanzo umoristico che si poneva come modelli la scrittura ironica di Jerome e quella del primo Benni, strizzando l’occhiolino alle battute un po’ più facili e immediate del cabaret televisivo e della commedia teatrale dialettale.

Un paio d’anni dopo l’editore gli propose di scrivere un racconto per una raccolta che si intitola “Buia è la notte”. Senza perdere la sua vena umoristica l’autore giocò allora con i toni del noir e del giallo; il racconto ottenne dei commenti lusinghieri e spinse Caputo a scriverne altri, che daranno origine al libro “Bologna l’oscura”, pubblicato dalla stessa casa editrice nel 2007.

Nel 2009 ha pubblicato “Ballata in sud minore”, un romanzo di formazione intrapreso nel 1995, di stampo autobiografico, in cui si raccontano le avventure di un gruppo di adolescenti nel difficile contesto della provincia di Taranto alla fine degli anni ottanta, pubblicato dalla casa editrice 0111 Edizioni.

È tifoso del Taranto ma  non  ha  ancora  avuto  il  coraggio  di confessarlo alle sue due figlie, e ha un blog, “www.carminecaputo.com - le testine si allineano, le teste pensano”, dove i suoi 25 lettori possono essere aggiornati sulle sue attività.

 

«Il mio nome è legione,

perché siamo in molte.

Sono l’amante tormentata delle notti di passione

la compagna, l’adorata, la magnifica ossessione

io la madre della prole che rimbocca le coperte

la maestra, l’insegnante, la nutrice a braccia aperte

io la figlia che accompagna il vecchio padre alla stazione

sono moglie madre e figlia

perciò chiamami legione.

Sono l’amica che ha ascoltato ogni amara confessione

la sorella a cui affidarsi, suora laica ma in missione

io la spalla su cui piange chi non ha speranza alcuna

l’alleata a cui affidarsi contro l’ansia e la sfortuna

io la roccia a cui aggrapparsi nei momenti di tensione

sono sorella amica e santa

ma tu chiamami legione.

Il mio nome è legione,

perché siamo in molte,

e tutte ugualmente, estremamente e indiscutibilmente incazzate.»

 

 VISITATE IL SITO:

http://www.ilmaggiodeilibri.it/appuntamenti.html

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