Il Centro di Educazione Ambientale effettua visite guidate sul territorio.
Cosa visitare:
Aree archeologiche
Il Parco del Dolmen di Leucaspide
Il dolmen di Leucaspide è una delle testimonianze del periodo megalitico caratterizzato, durante il periodo preistorico, dalla costruzione di strutture con grossi blocchi lapidei. Il dolmen di S. Giovanni è del tipo detto a “galleria” ed è uno dei pochi esemplari che ha restituito dei reperti archeologici che ne hanno permesso la datazione alle fasi antiche del Bronzo medio (XVII-XIV sec. a.C.). Il Parco dei Dolmen è fornito di una adeguata pannellinistica di recente sistemazione che descrive, oltre al dolmen, anche le carraie, le costruzioni a secco ecc.
Insediamenti Rupesti
Di notevole interesse archeologico rappresentano un importante testimonianza della vita medievale. I villaggi rupestri sono l’equivalente dei villaggi costruiti in pietra e mattoni ma scavati nella roccia. Nel villaggio rupestre del Triglio è possibile visitare le varie abitazioni, alcune strutture produttive come un palmento e delle sepolture. Di particolare interesse è la Cripta di S. Giuliano che presenta alcuni freschi parietali (S. Nicola, S. Marina, la Vergine dell’Odegitria).
La necropoli dell’Amastuola Il villaggio indigeno dell’Amastuola sorgeva già prima della fondazione di Taranto (705-704 a.C.) su una collina che ne sovrasta il golfo. Il sito, nelle cui vicinanze sorge l’omonima masseria, è oggetto di scavi di un’equipe di archeologi olandesi e non è visitabile. È invece visitabile la necropoli del villaggio indigeno. Questa presenta numerose tombe, di varia dimensione, tipiche di un contesto che ha subito l’ellenizzazione ad opera della vicina Taranto.
Cave
Le cave, luoghi da cui si estraeva roccia utile da impiegare come materiale da costruzione, sono molto diffuse nel territorio stattese. Dopo il 1860 gran parte del materiale da costruzione per il Borgo nuovo di Taranto derivava dalle cave delle masserie intorno a Statte che avevano sostituito quello precedentemente estratto dalle cave di S. Giorgio. Tante sono state le famiglie sostentate da questo tipo di attività. Tra le varie figure impiegate nelle attività estrattive di conci di tufo i più numerosi erano “i tagliamonti o zuccatori”e i trainieri.
Aree naturalistiche
Gravine LE MASSERIE
Masseria Capocanale Jazzo di Capocanale
Il blocco calcareo formatosi per sedimentazione marina nel periodo compreso tra il Giurassico superiore e il Cretaceo emerse a causa dei movimenti tettonici caratterizandosi già allora per la presenza di numerose faglie e fratture, tali fratture subirono processi erosivi che ne causarono l'allargamento. Su questa ossatura calcarea, si depositarono in tempi pleistocenici a causa di una nuova ingressione marina, i calcari detritici più teneri: le calcareniti.
Un fiume impetuoso, scorrendo su fratture preesistenti del blocco calcareo ha eroso i calcari pliocenici e pleistocenici, lasciando a nudo i calcari più antichi e duri del cretaceo che , plasmati successivamente dall'azione erosiva degli agenti atmosferici, hanno conferito alla gravina la sua caratteristica morfologia sinuosa e meandriforme . Questi gusci si sedimentarono dopo la morte degli organismi o quando gli organismi unicellulari si liberavano dai gusci stessi durante i processi riproduttivi.
Insieme alle altre gravine dell'arco ionico, la gravina di Statte rappresenta un tipo particolare di habitat, discretamente diffuso nella nostra regione, e certamente interessante. Un mondo di roccia calcarea, dove la selezione naturale ha favorito quelle specie vegetali che hanno sviluppato particolari adattamenti per sopravvivere alla forte insolazione, allo scarso apporto idrico e alla quasi assenza di substrato. Interessanti sono anche le specie animali che la popolano.
Le gravine più interessanti presenti sul territorio sono : la gravina di Leucaspide e la gravina di Triglie.
Casina Capocanale in agro di Statte, la casa padronale dell'antica Masseria Capocanale, e' una dimora raffinata ed elegante. Il clima e' mite in tutte le stagioni. E' possibile fare passeggiate, visitare il parco di 52 ettari che circonda la masseria e sostare nelle tipiche abitazioni rupestri scavate nelle pareti delle gravine. La Masseria dispone inoltre di un Ristorante aperto tutto l'anno.
Lo jazzo consiste in una serie di strutture collegate ad una masseria oppure isolate destinate al ricovero di ovicaprini ed alla lavorazione dei prodotti che da questi si ricavano, primo fra tutti il formaggio. Quello di Capocanale ne rappresenta un esemplare piuttosto suggestivo: è realizzato con notevoli strutture a secco ed è in parte scavato nella roccia.
Azienda agricola San Giovanni
La masseria S. Giovanni ha un’estensione di 300 ettari e ubicata sulla s.s. Appia nel territorio di Statte. Qui è possibile osservare mucche, vitelli, agnelli, pecore, galline, oche, conigli ecc.. Quest’azienda produce olio extra vergine d’oliva, formaggi, latticini e derivati, frutta di stagione ecc. ( i prodotti possono essere acquistata durante la visita).
Frantoi ipogei Frantoio attivo Itinerari di visite guidate previsti N.B. Le visite guidate possono avere una durata di mezza giornata (9.00-12.30) o di una giornata intera (9.00-17.00). Gli itinerari possono anche essere variati se concordati con il Centro di Educazione Ambientale.
Costi
I frantoi ipogei o l'allora detti trappeti sotterranei riguardano il mondo dell'economia agricola del 1500. Essi erano situati almeno 5 o 6 m. sotto il livello stradale. Molti trappeti sono scomparsi altri sono stati ricoperti con materiale di risulta. La struttura visibile all'esterno non lasciava assolutamente presagire in cosa consistesse la struttura del frantoio: la facciata esterna declinava verso il basso gradatamente nella parte retrostante, nella parte più bassa vi erano delle feritoie, queste servivano per calare sacchi e per il ricambio dell'aria. Dall'esterno, attraverso il budello (canale) le ulive venivano introdotte per raggiungere il deposito .All'interno vi era invece uno spazio abbastanza ampio. Le olive venivano macinate in base al proprio turno di molitura. Vi era dunque la vasca , delle ruote di roccia, le ruote o pale giravano grazie alla forza di animali. Un'ulteriore vasca con pressa permetteva lo schiacciamento della pasta che derivava dalla prima macina e permetteva poi la raccolta definitiva dell'olio che veniva versato nelle tinozze.
Il frantoio produce olio extravergine da olive selezionate e molite nello stesso giorno. La spremitura è a freddo per salvaguardare i composti fenolici e le sostanze aromatiche volatili. La macina è in granito.
Itinerario 1
Dolmen di Leucaspide
Masseria produttiva S. Giovanni
Jazzo di Capocanale
Frantoio ipogeo e frantoio attivo “Villani”
Itinerario 2
Gravina di Leucaspide
Cava Storica
Jazzo di Capocanale
Masseria produttiva S. Giovanni
itinerario 3
Gravina di Triglie e Cripte rupestri
Dolmen di Leucaspide
Pausa pranzo
Jazzo di Capocanale
Masseria produttiva S. Giovanni
itinerario 4
Dolmen di Leucaspide
Necropoli dell’Amastuola
Gravina di Triglie e Cripte rupestri
Itinerario 5
Parco dei Dolmen
Masseria produttiva S. Giovanni
Pausa pranzo
Gravina di Leucaspide
La visita guidata nel caso di scolaresche ha un costo di € 2 a bambino (gratuito per le insegnanti). Nel caso di comitive turistiche (almeno 10 componenti) € 3 cadauno per la durata di mezza giornata, € 5 per la durata di una giornata intera. E’ possibile pranzare presso ristoranti convenzionati (rivolgersi agli operatori per le varie possibilità).
La visita alla masseria produttiva di S. Giovanni ha il costo di € 1 cadauno da consegnare direttamente al responsabile dell’azienda agricola.


